Credere non è più una scelta!

Il blog rappresenta il diario di realizzazione di un'ambientazione ucronica per un gioco di ruolo

Lotario I

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lunedì, 16 maggio 2005

Debbono rimanere ben presenti quelle cause di deserto spirituale che affliggono l’umanità del nostro tempo e che conseguentemente nel passato hanno minato anche la Chiesa che vive in questa umanità. Come non temere che esse possano insidiare anche la vita dei sacerdoti? E' indispensabile, dunque, ritornare sempre di nuovo alla radice del nostro sacerdozio.

Questa radice è una sola: Gesù Cristo Signore.
E' Lui che il Padre ha mandato, è Lui la pietra angolare. In Lui il regno di Dio viene, e si compie la salvezza del genere umano.

Questa è anche la vera natura del nostro sacerdozio. Siamo incaricati non di dire molte parole, ma di farci eco e portatori di una sola "Parola", che è il Verbo di Dio. Vale dunque anche per noi la parola di Gesù: "La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato".

E allora dobbiamo avere con Lui un solo sentire, volere quello che Egli vuole e non volere quello che Egli non vuole.

Gesù stesso ci dice: "Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando".
Sia questo il nostro comune proposito: fare, tutti insieme, la Sua santa volontà, nella quale è la nostra libertà e la nostra gioia.

Gesù Cristo è stato mandato dal Padre, nella potenza dello Spirito, per la salvezza dell’intera famiglia umana e noi sacerdoti, attraverso la grazia del sacramento, siamo resi partecipi di questa Sua missione.

Come scrive l’Apostolo Paolo: "Dio… ha affidato a noi il ministero della riconciliazione".

Noi riconcilieremo questo mondo con Suo Padre.

Postato da: lotarioI a 16:16 | link | commenti (4) |

Nel silenzio della notte
ecco il grillo canterino,
in attesa della botte
ecco pronto un quesitino
state all'erta tutti quanti
prestar orecchio ad Ognissanti:
Lotariuccio è in confusione
lui non ama la costituzione
pensa sempre alla sua guerra
non importa in cielo o in terra
Ma qualcosa qui si muove
porta sempre buone nuove
su nel cielo un grande uccello
porta sempre il tempo bello
sulle ali  ha sette colori
per gli adepti son dolori
di una Chiesa non più bella
che la fronda non debella
sale in alto un solo grido
l'aquilotto esce dal nido
e si libra alto sul sole
in eterno vola e vale
libera nos a Male

Postato da: oraziokeating a 14:26 | link | commenti |

domenica, 15 maggio 2005

Terra e in ciel son sì tante le cose
il paggetto danese mi insegna
che una sola già in pronta consegna
mi aspettavo risposta ormai degna.
E' così che poi stanno le cose:
Lotariuccio mi sa che il tuo arengo
sta lasciando che vada a ramengo
tutta quanta la vita cui tengo.
Il Poeta ogni tanto dormicchia,
Qui chiudiam con le rime un po' tonte,
altrimenti mi sa mi si picchia,
come sai ver' e ben Pindemonte.

Postato da: oraziokeating a 08:21 | link | commenti |

sabato, 14 maggio 2005

Vedo ben che hai raccolto la sfida
Ogni giorno che Cristo ci manda
o fin quando, you wish,  tu mi uccida
io porrorti quesito o domanda.
Senti un po' tracotante sovrano
Dio ci ascolta però, parla piano.
Come mai quando son giunto ai trenta
tutt'un tratto gli ardori miei spunta
e lavare Lui vuole via l'onta
col mio sangue la vuole dipinta.
Non sia mai che io giunga ai quaranta
e i suoi servi che tanto spaventa
copra tutti con velo o trapunta
e qualcuno poi manchi alla conta
Dammi pure risposta succinta
anche se la parola mai è tanta.

Postato da: oraziokeating a 06:07 | link | commenti |

venerdì, 13 maggio 2005

L'errore dell'uomo ha marchiato anche la storia della Santa Chiesa. Oggi espieremo le prime colpe nella nostra nuova storia.
Oggi risorgono secondo il volere di Dio gli ordini che hanno cacciato infedeli ed eretici prima di essere abbattuti da uomini corrotti che non riuscivano più ad intendere la parola del Signore.

L'Inquisizione è nuovamente viva e sotto la sua guida ispirata dal Cristo poniamo il nuovo Ordine Templare.

Il cammino aspro che Dio ci ha posto di fronte sarà fatto di passione, dedizione e sangue; a voi sta il cercare ed il denudare gli uomini ammantati di eresie.
Là dove si annida l'errore colpirete, sniderete i peccatori nelle loro sordide tane fatte di dubbi e spettri; illuminerete il buio di questo mondo con la folgore di Dio.

Lasciate la pietà solo a colui che ne è sacro detentore: il Signore nostro Dio.

Postato da: lotarioI a 18:03 | link | commenti |

S'ode a destra una squillo che tromba
Da sinistra risponde uno squillo
"Prendi tu" disse ansante Lotario
accorciando la propria potenza.
Arrossendo il sodal segretario
disse "Certo, soave eminenza".
Due secondi, un singulto strozzato,
posa giù la cornetta affrettato
"Un disastro, un macello, maestà"
quasi piange, le palpebre strette.
Si copriva alla meglio le tette,
mentre uscìa la procace beltà,
conteggiando la vile pecunia
ottenuta per lesa maestà.
"Dimmi su, maledetto Salvezio.
Cosa stridi, cos'urli maldestro?"
Qual circense che cadea dal trapezio
si accasciò manco fosse un malestro
quel che avea da loquir quel tapino:
"Il demonio, mio grande sovrano,
l'eresia di quel folle d’Orazio
mi ha bucato come ago di pruno
fuoriuscito qual Giano bifronte
dagli abissi del ner Flegetonte”
“Taglia dai, tartagliante lenone,
Mi presento da solo al padrone
Ossequiente a cotal provvigione
L'intrigante Etrigan per servirla"
Ecco il prete, che faccia da pirla
maraviglia sul volto che parla:
"Oh demonio dall'Ade sputato"
"Guarda un po' che se' tu che hai chiamato"
Stavo lì col mio far d'ottentotto
Mezzo metro d'altezza al garretto
La peluria distratta di un ratto,
Il profumo suadente di un rutto,
Il mio frac che da solo sta ritto,
Straordinar, come sempre, l'effetto.
Non per nulla son fuor da un fumetto.
"Ho evitato quel buffo coscritto"
Dissi allora a quel torsolo brutto
"L'ho fregato con fare di gatto
<<Son qui solo per fare un giretto>>
L'ha bevuta il sodale distratto"
"Alalà, vade retro Satàna"
"Dai, suvvia, per quella mondana?
Te ne trovo a quintali, a bizzeffe.
Ecco qua la mia agenda. Alla Effe"
"Vagolante se' tu, raccapriccio?"
"Dai lo so che ci dai come un riccio.
 Come messo son giunto da Orazio.
Lo conosci col nome posticcio,
Quel poeta che pare uno strazio
Ha scoperto, lui ride, il tuo vizio
Gliel'ha detto quel tale Coscritto"
”Fu colui l’eresiarca tradito ?”
Interruppe puntando col dito,
con papal tracotanza e blasone.
“Ma suvvia, non sia mai quel coglione.
E’ ben altra la tempra che forgia
Quell’eroe che or attenta alla reggia.
Ora vado contento e felice,
l’ambasciata ho compiuo, il cimento.
Tu stai qui col tuo volto sgomento,
pur richiama la tua meretrice,
ma rimembra la dea bisettrice,
che tagliò sulla croce morente
anche il fil di quel Figlio che è Padre.
Son trentuno i genesii di quello,
restan due per placare l’avello
della strage invocata dall’Altro,
che tu onori coll’oro e col peltro,
che tu servi col grifo e col veltro,
obliando le cur della Madre”.
Così disse e sparì quel malnato,
venti mesi promise al papato
di guerriglia scherzosa e funesta
ogni giorno dal cielo mandato
sia Manzoni o il Parin reincarnato.
 

Postato da: oraziokeating a 17:54 | link | commenti |

Tremebonda com'onda lontana sta la folle adorante in attesa del discorso di Papa Lotario. L'Alemanno si mostra sprezzante lì davanti alla folla silente. Avanzando pianino pianino, io mi porto a distanza di sputo dall'antico tiranno canuto. Alza un braccio e si leva tonante l'hip urrah della canea vociante. Scuoto il capo e mi porgo in avanti strafingendo un inchino meschino. Oh, non sa ancora il pastore grifagno dello scherzo che lo attende in bagno. Già mi rido a vedere la scena e sogghigno ascoltando la pena che dal cielo irridente mi attende. Tra due anni avrò spenta la vita da quel Dio stridulante che sbraita, bah, forse ha visto la fuga di Logan, ma chi cazzo si frega: c'è Hulk Hogan. Per due anni lotteremo con l'armi, con le penne, coi tasti, dai ai gendarmi. Di una Chiesa che sola ci chiede di morir come un uom per la fede. Di un sovrano dal capo biancastro, di sicur molto men che un poetastro, come io che da solo mi adagio evitando l'accusa di plagio. Carpe diem solo questo è il mio inno, son Orazio e il mio nom sarà Erinno.

Postato da: oraziokeating a 07:47 | link | commenti |

sabato, 07 maggio 2005

Regna tra gli uomini, per arcano e benigno mistero della divina volontà, una solidarietà soprannaturale, per cui il peccato di uno nuoce anche agli altri, così come la santità di uno apporta beneficio agli altri.
Così il peccato di molti oggi ammorba il mondo, le eresie prolificano e la parola di Dio viene distorta e deturpata.

Ancora una volta vi esorto, vi ordino di ascoltare la parola di Dio!

“Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.

Nessuno, nessuno può aspirare alla redenzione se non attraverso Cristo; come dice San Pietro: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiate essere salvati”.

Lasciate che sia lo Spirito Santo a guidarvi verso il più sacro degli scopi, fate si che vi presti l'aiuto per conseguire il Suo fine soprannaturale.

Lasciate che lo Spirito Santo, che oggi è tornato ad infiammare la cattedra dell’apostolo Pietro, torca le colonne, gonfi i colonnati delle piazze, facendole sacro teatro della Chiesa in cammino fra terra e cielo.

Postato da: lotarioI a 10:21 | link | commenti |

sabato, 30 aprile 2005

"In quel giorno il Santo Padre rivolse parole di fuoco verso gli  infedeli e contro le false religioni, come a testimonianza delle sue parole il cielo venne solcato da dozzine di fulmini: l'Ira dei Cieli dava credito alla sua Omelia...
Eppure fin dai primi giorni della sua ascesa, Lotario I venne ostacolato  dalle Forze del Maligno; una task force di terroristi abilmente mimetizzati nella folla aveva come compito quello di distruggere il Simbolo della Fede e far sprofondare così l'umanità nuovamente nel Peccato.
Invero erano degli stolti: come potevano arrogarsi il diritto di nuocere al rappresentante della collera di Dio in terra?
Molti di loro nel tentativo di avvicinarsi al Santo Padre vennero bruciati dal Fuoco Divino, altri vennero scoperti e fatti a pezzi dalla folla estasiata dei fedeli. Per pura fortuna uno di essi, senz'altro aiutato dai dèmoni riuscì a trovarsi a cospetto del Redentore facendo detonare l'esplosivo che portava con sè. L'esplosione fù terrificante e quando la polvere si diradò milioni di occhi sgomenti cercarono tracce del Papa, molti iniziarono a disperare per la sua morte, eppure da un cumulo di cadaveri la fiera figura del Pontefice si erse in tutta la sua magnificenza.
Pur bagnato dal sangue dei martiri che avevano schermato la violenta esplosione con il proprio corpo Lotario I conficcò il Pastorale, carico di energia divina in terra, e con voce ultraterrena si rivolse al mondo "Fiat Redemptionem.....".
Nelle settimane successive si ebbe una conversione in massa di centinaia di migliaia di esseri umani al Cristianesimo... a che prò essere atei o agnostici quando Dio si manifesta sulla terra in tutta la sua Ira?
La congregazione per la Dottrina della Fede in breve riprese il suo vecchio e glorioso nome "Santissima Inquisizione" e grazie all'Editto del 12/5/2005, il famoso "Pro defendenda Ecclesia" i cristiani si ritrovarono con la possibilità di ricevere l'indulgenza plenaria di tutti i loro peccati arruolandosi come coscritti nelle Sacre Schiere Pontifice; se i peccatori si fossero mostrati degni del Perdono di Dio essi sarebbero sopravissuti ai due anni di servizio al fronte contro gli infedeli... altrimenti la loro morte avrebbe testimoniato il giudizio negativo di Dio.
Ben presto le Legioni di Lotario cominciarono ad assumere le proporzioni di un'orda..."

 

Postato da: CoscrittoMatteo a 16:08 | link | commenti (3) |

domenica, 24 aprile 2005

Scure nubi cariche di pioggia tingono il cielo di Roma nel giorno dell'insediamento ufficiale del nuovo Papa. I fedeli ed i pellegrini che dalle prime luci dell'alba si sono accalcati per guadagnare i posti migliori tra le braccia del colonnato del Bernini iniziano ad indossare impermiabili e aprire ombrelli.
Alle ore 10 i primi cardinali disposti in due file iniziano ad uscire dalle porte di San Pietro.
Papa Lotario I arriverà per ultimo sul sagrato dopo che ha passato l'intera mattinata pregando e meditando nelle grotte vaticane vicino alla tomba di San Pietro.
La figura del Papa ancora non si vede, ma è preannunciata dalla silouette del pastorale che si staglia sopra le teste dei porporati.
Subito la folla inizia a scaldarsi in questa fredda e piovosa giornata di Aprile.
L'apparizione di Papa Lotario I sul sagrato della basilica di san Pietro viene salutata da un'improvvisa schiarita: le nuvole e la pioggia si fanno da parte ed un sole caldo torna improvvisamente ad illuminare la piazza.
Grandi grida dalla folla; un riconoscimento popolare di una benedizione di Dio alla Chiesa.

C'è chi grida già al miracolo del nuovo Papa che innalza al cielo il pastorale.

Postato da: lotarioI a 13:00 | link | commenti (1) |



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